3 giugno 2013: "DRAMMATURGIE" di Riccardo Caporossi

Roma - Via del Collegio Romano, 27 - Sala della Crociera

giugno 2013 - Mostra

Il progetto di questa mostra è nato dal recuperare una forma di scrittura grammaticale-lessicale che ho inventato ed iniziato ad adottare circa ventitrè anni fa. Questa scrittura consiste nello scrivere le lettere che compongono la parola, una dentro l’altra imprimendo una forma vicina a una raffigurazione ideografica, geroglifica della parola; quasi esistesse, prima di leggerla, in una concentrata espressione visiva, di segni, di grafia linguistica straniera. Occupa con una rigorosa costruzione lo spazio del suo supporto, in tal modo il suo statuto si avvicina a quello di un oggetto tridimensionale. Un ideogramma che vuole mantenere il suo potere criptico ancora prima di essere decifrato; svelare il procedimento della sua scrittura e nominarla attraverso la conoscenza.
Ho intitolato questo progetto “Drammaturgie”. Non sono scritture per la scena ma dalla scena deriva la proposta di scrittura per mettere in moto, attraverso la sua grafia, il pensiero e la riflessione su possibili narrazioni del presente e addentrarci tra le conflittualità cui rimandano i temi trattati.
Le frasi che ho scritto sintetizzano, come fossero aforismi, una riflessione su ciò che siamo chiamati a porci come domande o come pura visione del reale che accompagna la nostra esistenza.
Sono opere realizzate su una superficie di cartoncino. Il fondo è formato dalle lettere del nostro alfabeto, pitturate o disegnate e composte in maniera libera. Su questo fondo intervengo con una mia personale scrittura.

 è solo un gioco di parole
nel gioco della composizione
nel gioco della visione
nel gioco dell’osservare
nel gioco del conoscere e riconoscere
nel gioco della comunicazione
nel gioco della pronuncia balbettante
nel gioco dei pensieri
perché
il gioco resti simbolo del mondo

 Introduce “Drammaturgie” l’installazione D’UN COLPO SOLO”

L’installazione “D’un colpo solo” si compone di due elementi tra loro complementari: uno di luogo, l’altro di memoria. Il complemento di luogo è rappresentato dallo scanno, posto di particolare importanza facente parte di un ordine collocato in un ambiente solenne. Il complemento di memoria è rappresentato dal libro, silenziosa composizione di parole, di immagini. Lo scanno è riprodotto in più esemplari. I libri sistemati su ogni scanno sono tutti diversi. La curiosità di conoscerli tutti porterà il visitatore a peregrinare da uno scanno all’altro, in una partita che vuole teatralizzare l’azione stessa del visitatore.
La serie di libri compone una “collana” di illustrazioni grafiche e pittoriche che tengono conto dell’immediatezza della lettura, dell’ironia, del gioco. La scrittura si fa immagine e l’immagine si fa scrittura: sedurre l’immaginazione con una macchia, un buco, un’ombra, una possibile storia, un geroglifico, una pagina bianca, un labirinto, una grata di prigione, una processione di figure, una vignetta. Questi libri vogliono sondare, con la complicità del divertimento, la disarmante avventura della negazione, della sottrazione, del non-detto. Lo scopo di questa installazione non è tanto quello di porre l’osservatore nella condizione di mettere a fuoco possibili interpretazioni ma stimolare il pubblico a riflettere sulla pagina “letta” il proprio mondo immaginario e cogliere nel gioco dei rapporti di distanza la sua, altrettanto silenziosa, partecipazione.

Segue “Drammaturgie” l’installazione “INVISIBILI”
Terzo atto di percezione

Riccardo Caporossi e Vincenzo Preziosa
guideranno la visita alla mostra nella Sala della Crociera

Allestimento:
RiccardoCaporossi
Nuccio Marino
Vincenzo Preziosa

Comuncazione:
Gloria Caporossi

 

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