25 febbraio 2013: "Poesie con qualcuno dentro" di Ennio Cavalli

Roma - Via del Collegio Romano, 27 - Sala della Crociera

febbraio 2013 - Presentazione volume

Erri De Luca e Aurelio Picca presentano le poesie di Ennio Cavalli.

Poesie con qualcuno dentro, pubblicato dall'editore Nino Aragno, verrà presentato lunedì 25 febbraio alle ore 17.30 presso il Collegio Romano, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Sala Crociera in Via del Collegio Romano 27. Interverranno oltre all'autore, Maria Concetta Petrollo Pagliarani, Direttrice della Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte di Roma, Presidente dell'Associazione Amici delle Biblioteche, e gli scrittori  Erri De Luca, Aurelio Picca.
L'attrice Francesca Gatto leggerà alcune delle poesie tratte dal libro.

Ennio Cavalli  apre al futuro lettore scenari prossimi a manifestarsi, rapidi a dissolversi secondo linee di fuga, poetiche e filosofiche. Come fa notare Cetta Petrollo Pagliarani: “Se qualcuno si nasconde dentro alle Poesie di Ennio Cavalli, poeta del tutto manifesto e affermato, stante la  quarantennale presenza nella storia letteraria italiana, di certo si nasconde nelle pieghe della splendida prima sezione di questo suo ultimo libro Poesie con qualcuno dentro, pubblicato per  Nino Aragno editore nel 2012. Il sottrarsi pudico di questa presenza avviene con gli strumenti cari alla nostra generazione, nutritasi dell’esperienza  della poesia  degli anni Sessanta,  un garbato decentramento dell’io che mette alla porta il linguaggio alto per adottare un lingua “bassa” e duttile, utile ad affrontare le esperienze emotive più disperanti come quella del lutto. Perché di lutto e di perdita e di paralisi angosciante del presente sono pervase le prime pagine della raccolta dove anche i mobili di casa appaiono  come presenze ostili, leoni che “ruggiscono” e i cassetti sono lì per farsi sventrare da un “domatore assassino”. E il dolore è, dunque, un contemporaneo “paltò di lana” da indossare prima della partenza definitiva , mentre il pavimento, come un bizzarro mago mette “ le ali”, pieno com’è di  disordinati  e intoccabili effetti personali , “ un pigolio” su cui ancora il dialogo si interroga:“Ce la farai a farne senza?
”La lirica si comprime dentro versi memorabili e carnali che si muovono fra il deserto della parola e il suo sanguigno contrario: “ Questi silenzi sono un pozzo asciutto,/ un pezzo sano di cacciagione” a dire, come può e come sa,  il serpente della perdita e dell’assenza, il suo taglio irreparabile. La perdita della corrispondenza che è alla base di ogni relazione d’amore e che solo la poesia col suo parlare per echi e senza attendere risposta riesce a superare, raggiunge la sua perfetta definizione in questi versi dove perfino parole imbarazzanti come “ luna” e “urlo” riescono a centrarsi nella pietra d’angolo delle parole del linguaggio prosastico: “ […] Un vocativo, un soffio, un urlo/ la scheggia siderale di una replica/ la scheda elettorale col suo broglio,/ cioè chiamarti e risentirti, / tutto qui”.

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