4 febbraio 2013: “Il lungo sogno di donna Mercedes. La grande peste barocca a Sassari” di Grazia Maria Poddighe

Roma - Via del Collegio Romano, 27 - Sala della Crociera

febbraio 2013 - Presentazione volume

"La peste governa un mondo leggero, frivolo, persino... porta la maschera della Macca, l'essere più libero e aereo della commedia. Io inseguo la peste nei suoi travestimenti, nelle sue incarnazioni …"Sono parole del giudice Deliperi, Gran Commissario del morbo, personaggio chiave del romanzo, giunto dalle tenebre di una giustizia contraddetta dall'opera della Nemica al raggiungimento di una spiritualità profonda, venata di carità e giustizia umana, durante il suo viaggio nella Sardegna malata. La peste è il flagello di un popolo povero, vittima del potere e dei suoi rituali, vuoti come i gusci delle enormi cavallette che hanno annunciato il morbo e giacciono ammucchiati nei fossi della campagna arida e desolata. Nella tragica prevedibilità di un destino opprimente si muovono personaggi di varia estrazione sociale, a mezzo fra storia e invenzione, sul palcoscenico della peste. IL sogno è l'antidoto a questa realtà in cui l'umanità si è smarrita, mostra la sua fragilità fino ad ora nascosta dietro le apparenze, vero credo dell'età barocca. Il sogno come fuga dalla realtà e risarcimento delle mancanze. Il racconto è una tela espressionistica e macabra, venata di pietà per la condizione umana, che vuole rappresentarsi come non è, che si è perduta dietro la credulità ela finzione. Eppure, proprio questo può insegnare la peste, a ricostruire l'uomo. Ricostruire non questo o quel palazzo, ma l'uomo. Dargli la coscienza che ci si può incontrare sul terreno della civiltà di una convivenza più umana e compassionevole, dell'accoglienza, del senso spirituale della morte come inizio e non come inutile pompa. Il senso morale dell'esistere.

Grazia Maria Poddighe si occupa da sempre di letteratura e di poesia. Ha collaborato a quotidiani, riviste e programmi radiofonici. Ha insegnato letteratura italiana all’università. Tra le sue opere, quelle in forma poematica: “Il manoscritto”, ed. Lucarini, 1986; “L’atto della parola” Giardini, 1987; “Tu Dio”, Forum Quinta Generazione, 1990; “La manieraEdes, 1994; “L’inquietainnocenza”, Amadeus, 1998; “Terra di nessuno” Book, 2004; “Il giardino dipinto” Book, 2006; “Ladolce ora ”, Marsilio, 2007. Fra le opere di narrativa si ricorda: “L’ultimo inverno di Adelasia”,Delfino, 2000 e “Antica madre”, Delfino, 2009. Infine i percorsi del suo pensiero e poetatnte nei saggi: “Sull’abisso del Nulla”, Bulzoni, 1997 e “Oscura come l’ombra”, Bulzoni, 1999.

Saluti
Maria Concetta Petrollo Pagliarani, direttrice della Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte

Sarà presente l'autrice

Accompagnamenti di musica jazz ed esecuzione di brani cantati dal duo Simone Di Donato, Paolo Crichhio

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