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Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte - Ministero pei i Beni e le Attività Culturali - Dipartimento per i Beni Archivistici e Librari - Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali

Cataloghi di mostra


LXXIX Esposizione internazionale di belle arti. Catalogo illustrato. Roma, 1909Nella Biblioteca di Archeologia e Storia dell'arte sono conservati i cataloghi di esposizioni italiane e straniere che, con alcuni esemplari del settecento, coprono il periodo che va dalla metà circa dell'800 ai giorni d'oggi.

La parte più antica di questa collezione proviene dai fondi costitutivi della Biblioteca, quali il Ricci, il Pagliara, il Ruffo, il primo nucleo proveniente dalla Direzione delle Antichità e Belle Arti del Ministero della Educazione Nazionale, in seguito arricchito anche dai lasciti Rossi, Rusconi e Venturoli. Ma in gran parte la raccolta è il frutto di attenti acquisti e di capillari rapporti di dono e scambio con istituzioni pubbliche e private nazionali e internazionali.

Questa collezione, così vasta e preziosa, documenta l'attività espositiva, per lo più italiana ed europea, dedicata sia all'arte contemporanea  (con riferimento all'epoca delle esposizioni)  che all'archeologia e all'arte antica e moderna.

Attraverso i cataloghi di mostra posseduti dalla Biblioteca è possibile documentare lo sviluppo che hanno avuto le strutture organizzative delle esposizioni di arte contemporanea: dalle prime sedi tradizionali come le Accademie di Belle Arti (es. l'Accademia di Brera o la Reale Accademia di San Luca)  alla nascita di iniziative aperte ad un pubblico più vasto, gestite da associazioni di artisti e collezionisti (tra le altre, la Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti a Roma dal 1824 o le Promotrici dal 1842 a Torino e poi a Firenze, Genova e Napoli) ; dalle strutture nate sulla base di interessi artistici di categoria, ricreativi o educativi  (es. i vari Circoli per artisti, la Società umanitaria, la Permanente, e la Famiglia artistica di Milano etc.)  alle mostre di gruppo degli artisti non più soddisfatti dalle grandi organizzazioni (come nel caso della Secessione di Vienna del 1903 e del 1905, delle Esposizioni Internazionali d'arte della Secessione romana dal 1913 al 1916, della Biennale romana nel 1921,1923,1925 etc.) ; fino ad arrivare al sistema contemporaneo di presentazione, esposizione, circolazione e vendita delle opere d'arte inaugurato in Italia dai Futuristi (vedi la Prima Esposizione di pittura futurista a Roma nel 1913 e i cataloghi e volantini di tutte le altre)  e proseguito dalle Gallerie d'arte private  ( ad esempio, a Milano, per il primo dopoguerra, la Galleria Il Milione e la Pesaro; nel secondo dopoguerra, la Galleria del Naviglio, la San Fedele, la Annunciata, la Gianferrari, la Bergamini. Per il primo dopoguerra,a Roma, la Galleria di Roma, la Galleria della Cometa, la Galleria d'arte Bragaglia, la Camerata degli artisti; nel secondo dopoguerra,  la Galleria del Secolo, l'Obelisco, la Fiamma Vigo, Il Segno).

Sono presenti in Biblioteca rassegne d'arte come l'Esposizione italiana di Firenze del 1861, che inaugura le Esposizioni nazionali che si allestirono a cadenza irregolare per tutto l'ottocento nelle varie città italiane, e le Esposizioni internazionali  (dalla prima del 1883 di Amsterdam, a quelle di Parigi, a quella Roma del 1911) ; tutte le rassegne dal 1891 della Triennale di Milano e dal 1895 dell'Esposizione biennale internazionale d'arte della città di Venezia,  dal 1923 le Biennali delle arti decorative nella Villa Reale di Monza, dal 1931 la Quadriennale romana, le mostre curate su tutto il territorio dai Sindacati Fascisti, nazionali, regionali, interregionali, provinciali di categoria, il Premio Bergamo e, nel dopoguerra, il Premio Suzzara, il F.P.Michetti, i Premi Roma, Termoli e Marche etc.

E' documentata inoltre l'attività delle nuove strutture museali e delle gallerie pubbliche d'arte, sedi di esposizione che vennero nel frattempo fondate in Italia e all'estero, con le opere acquisite dallo stato (ad esempio, per l’Italia, nel 1863 il Museo civico di Torino, poi Galleria civica d'arte moderna e contemporanea, e nel 1883 la Galleria nazionale d'arte moderna). Per l’estero, a New York nel 1929 Il Museum of modern art e la Salomon R. Guggenheim Foundation; a Parigi il Musée national d'art moderne, poi nel Centre G. Pompidou,  l'Institute of contemporary art di Londra. Altri cataloghi  testimoniano l'attività di sedi appositamente edificate per divenire luoghi deputati all'allestimento di mostre: il Palazzo delle Esposizioni a Roma (sede anche della Quadriennale), il Palazzo della Permanente a Milano, il Palais des Beaux Arts di Bruxelles etc. 

Nelle nostre collezioni troviamo anche testimonianza della diffusione, dalla metà dell'ottocento, delle esposizioni di arte antica e moderna, favorite dalla nascita dei musei e degli istituti culturali. Le mostre più numerose sono quelle dedicate a intere scuole e periodi artistici: arte spagnola, fiamminga, italiana, veneziana etc.; mentre per l'archeologia sono più frequenti le mostre dedicate ad antiche popolazioni e civiltà, a singoli scavi o monumenti, a movimenti e personaggi artistici del passato, a periodi storici. Sono presenti inoltre varie mostre etnologiche, d'arte antica latino americana e orientale (per Roma ricordiamo quelle del Museo etnografico Pigorini e del Museo delle tradizioni popolari, e quelle dell'Istituto italo-latinoamericano). Altre mostre sono dedicate a temi particolari: il ritratto, la natura morta, il paesaggio, la pittura di genere. Oppure a determinate produzioni: la scultura lignea, le vetrate, la miniatura, l'oreficeria etc. Altre vogliono documentare attraverso le opere d'arte la storia del pensiero, della civiltà e del costume. Mentre sempre più frequentemente si allestiscono mostre sui restauri di opere d' arte antica e d' archeologia.

Negli anni più recenti, grazie anche al sostanzioso incremento degli scambi con istituzioni culturali di tutto il mondo, l'afflusso dei cataloghi delle esposizioni è stato numeroso e costante. Musei civici, musei provinciali, regionali e nazionali, soprintendenze, accademie, fondazioni e banche inviano in dono o in cambio i cataloghi delle mostre da loro ospitate, organizzate,  patrocinate o sponsorizzate; l'ufficio acquisti provvede a  colmare eventuali lacune.

I cataloghi delle mostre italiane sono presenti in Biblioteca nella quasi totalità della produzione editoriale e molto spesso già prima che la mostra venga chiusa; qualche lacuna si troverà per i cataloghi delle gallerie private, a volte di difficile reperimento.

Per quanto riguarda le mostre in paesi stranieri, si presta particolare attenzione  ai cataloghi delle esposizioni dei grandi musei europei ed americani, ma lo studioso potrà trovare documentate anche le mostre tenute in Australia, Canada o Giappone.